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ETHEREUM, finalmente disinflazionistica!

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Dopo i vari test effettuati sulle testnet Ropsten, Goerli e Rinkeby, il 5 agosto scorso, al blocco numero 12.965.000 (minato alle ore 12:33 UTC) è avvenuto l’attesissimo “hard fork London”, uno degli eventi chiave sulla blockchain sulla rete Ethereum da diverso tempo a questa parte.

In estrema sintesi l’aggiornamento più importante nell’ambito del Fork è l’EIP 1559 (EIP = Ethereum Improvement Proposal) il quale influisce sulla gestione delle commissioni all’interno della rete Ethereum. Dal 5 Agosto, di fatti, ogni transazione sulla rete ETHEREUM sta bruciando una commissione di base, andando in questo modo a ridurre la supply circolante di ETH lasciando gli utenti liberi di decidere se aggiungere a questa commissione di base una commissione aggiuntiva, proporzionale al carico della rete, per incentivare una maggiore velocità nella conferma delle transazioni.

Questo meccanismo di riduzione dell’offerta è disinflazionistico. Non si parla ancora di asset deflattivo per l’ETH (come per il BTC) in quanto è necessario che l’importo bruciato nelle transazioni superi l’ammontare dei premi legati alla convalida dei blocchi, evento che non avverrà in questa prima fase. La pressione disinflazionistica è difficilmente stimabile nella sua entità, perché dipende dal numero di transazioni e dal traffico sulla rete. Per avere un’idea dell’impatto attuale, nelle prime  24 ore dall’evento sono stati bruciati oltre 4300 ETH.

La propagandata riduzione della supply di ETH del 90%, basata sulla teoria del “triplo halving”, è un possibile risultato sul lungo periodo ma non avviene in automatico a seguito del rilascio dell’hard Fork di London sopra indicato. L’attuazione della EIP 1559 risulta comunque un passo fondamentale per tenere sotto controllo l’ammontare delle commissioni di rete (note come “gas fees”), che nei mesi scorsi hanno visto un incremento talvolta insostenibile che ha compromesso l’attività sulla DeFi da parte di utenti non sufficientemente “facoltosi”.

L’effetto di riduzione della supply potrebbe avere un effetto positivo sul prezzo di ETH, che già nella fase “preparatoria” del Fork (la quale ha influito anche sulla volatilità del prezzo di bitcoin) ha visto un incremento sostanziale del prezzo di ETH il quale è passato dal minimo locale di 1700$ a 2800$ e, proprio ora, siamo stabilmente oltre i 3.000$.

L’hard Fork ha incluso altre quattro proposte EIP, ognuna delle quali ha l’obiettivo di risolvere alcune inefficienze:

  • L’EIP 3554 ritarda a dicembre 2021 gli effetti della cosiddetta “difficulty bomb” legata all’aumento della difficoltà di estrazione degli ETH;
  • L’EIP 3529 prevede dei rimborsi in ETH per gli sviluppatori che rimuovono smart contract obsoleti;
  • L’EIP 3198 riduce le commissioni relative a transazioni che utilizzano smart contract. L’EIP 3541 espande la possibilità di aggiungere funzionalità alla EVM (la macchina a stati che è alla base del funzionamento della rete Ethereum).

Infine, l’hard Fork London è un passo importante nella transizione verso “Serenity”, una fase di sviluppo che comporterà la migrazione della blockchain di Ethereum dal sistema di validazione “Proof of Work” a quello “Proof Of Stake”. Il prossimo hard Fork, che costituirà una nuova tappa per la transizione verso Ethereum 2.0, sarà l’hard Fork Shanghai previsto attualmente per la fine del 2021.

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