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Una panoramica intermarket dal crash Covid ad oggi… con sorpresa!

Diamo un rapido sguardo intermarket ai principali strumenti di lavoro per comprendere il mercato USA e, con esso,  inevitabilmente il mercato dei paesi “occidentali”.

Abbiamo, come “dies a quo”, i giorni del minimo del flash crash ovvero il periodo 17-20 Marzo 2020, nel quale avevamo questa situazione intermarket tra il Vix, che è espressione della volatilità implicita delle opzioni sui titoli che compongono lo US500 e che raggiungeva un massimo storico intorno agli 85, e l’indice stesso, in particolare lo US500 Future, che toccava il suo minimo a 2.170 punti circa.

Da quei giorni possiamo osservare un tipico comportamento del Vix, per definizione “Main Reverse” (e proprio per questo ottimo per essere venduto allo scoperto dopo i picchi di volatilità), che ha perso costantemente valore all’interno di un chiaro canale ribassista, mentre il principale indice americano recuperava i prezzi pre-covid, per poi raggiungere nuovi massimi storici.

Aggiungiamo complessità con l’indice SKEW, che è un indicatore di volatilità che calcola la differenza tra le opzioni ATM (At the money) e quelle OTM (Out of the Money). Chiamato anche indice della paura.

Da notare come vi sia stato un costante aumento dello stesso in linea con l’aumento dei prezzi dell’indice US500 Future. Al contrario dell’indice di volatilità implicita, l’indice che tiene conto della coda dei rendimenti ha continuato ad inclinarsi arrivando ai giorni d’oggi sui massimi (ed indicando un momento di massima tensione).

Aggiungiamo ora un quarto elemento…. il rendimento dei Tbond a 10 anni USA.

Ovviamente il rendimento è stato in costante calo grazie al Quantitative Easing ed agli stimoli straordinari di questo periodo pandemico. Notiamo però un doppio minimo con un rapido recupero dei rendimenti dovuto da una vendita dell’obbligazionario sottostante causato da due fattori: una impennata dell’inflazione, oramai intorno al 6% Y/Y e l’attesa per il tapering ed il rialzo tassi.
Se come operatore sono conscio che vi sarà un aumento dei tassi d’interesse e pertanto le prossime emissioni saranno più redditizie, il tutto considerando una inflazione intorno al 5-6% che mi erode tutto il guadagno dell’attuale rendimento, non posso fare altro che vendere gli attuali titoli e attendere le successive emissioni e nel frattempo gonfiare la “bolla” dell’equity. Vedremo cosa porterà questa nuova fase.

Insomma, siamo approdati a metà settembre con indici ai massimi unitamente allo SKEW indx, Vix ai minimi e rendimenti obbligazionari in rapida risalita… Sicuramente non una situazione ottimale per creare un portafoglio se non tramite un attento asset allocation, stock picking e soprattutto massima tecnica per il market timing. Il rischio di un fisiologico ritraccio risulta infatti elevato.

Concludiamo con una sorpresa: cosa rappresenta per voi, oggi, la vera riserva di valore?
Un grafico di riflessione… (GOLD Future e BTC Future). 

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