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Come evitare gli investimenti che svuotano i portafogli?

Negli ultimi mesi i mercati hanno subito delle forti correzioni, ciò a discapito dei portafogli dei più inesperti. Tuttavia, gli investitori esitano a fare un “mea culpa”, rifuggendo dal mettere in discussione le proprie decisioni.

Quando si entra a mercato senza un metodo e si compiono pessimi investimenti, i più si convincono che il mercato sia avverso, che dispongono di un capitale insufficiente o, addirittura, che non conoscono i segreti del trading.
In realtà, gli investimenti che svuotano i portafogli dipendono da molteplici e diversi fattori.

Sul punto, sono da valutare alcune considerazioni:

  • La probabilità, l’asimmetria e il rischio
    Il mercato può essere rialzista, ribassista o laterale. Pertanto, si possono assumere 3 posizioni differenti (long, short, flat) riducendo la probabilità di successo al 33%, e non al 50% come si è portati a pensare.
  • La scelta degli strumenti finanziari
    In merito è bene porre attenzione alla piramide del rischio, e dunque ridurre ad una percentuale minima gli strumenti finanziari altamente rischiosi ma con potenziale massimo, in favore di quelli meno rischiosi ma con rendimento limitato.
  • Il caso, la fortuna o un evento disastroso – per meglio dire – imprevedibile come il “cigno nero”
    L’inesperto investitore, in tale situazione, reagisce passando dall’incredulità alla paura, dal panico (che scatena il sell-off con grandi volumi di vendita) alla delusione della perdita subita. Al contrario, chiunque operi da anni sui mercati finanziari sa che, ciclicamente, si ripresenta tale circostanza, sa come riconoscerla e affrontarla.
  • Il controllo del rischio
    Consideriamo quest’esempio: si ha a disposizione un capitale di 100 euro e si subisce una perdita del 20% del capitale, la quale, per essere recuperata con il restante 80%, necessita di una performance del 25%. Uno studio di finanza comportale, realizzato da Daniel Kahneman e Amos Tversky, ha infatti evidenziato che l’asimmetria emotiva implica che per pareggiare lo scompenso emotivo di 100 dollari persi è necessario guadagnarne 250 nell’operazione successiva.
  • La finanza comportale
    Si tratta di una componente dell’economia comportamentale che studia tutti quei comportamenti irrazionali frutto della natura umana. Infatti, il processo decisionale sui mercati finanziari è radicalmente diverso da quello normale. Ad esempio, se un prodotto al supermercato aumenta di prezzo, logicamente l’utente sarà orientato ad acquistarne un altro meno costoso. Nei mercati finanziari è invece l’opposto: al salire del prezzo di un’azione, aumenta anche il numero di investitori in acquisto, che anche immaginando una bolla, ritengono di poter guadagnare prima che questa esploda (il cosi detto “effetto gregge”). Ulteriore esempio consiste nel fatto che si è più propensi ad investire con alto rischio il denaro ottenuto senza fatica, pensiamo ad un’eredità, rispetto a quello frutto del nostro lavoro. Ed in ultimo, gli esperti di finanza comportamentale hanno valutato che si tende ad essere poco orientati verso le novità, ma si rimane perlopiù ancorati alle dinamiche del passato.

Non ci sono dubbi sul fatto che investire il proprio denaro con profitto richiede tempo e una certa disciplina. Occorre formarsi ed ancorarsi ad una metodologia.

Per prima cosa occorre sapere che per fare trading con successo le componenti fondamentali sono 3:

  • Avere un metodo di trading
  • Avere un rigoroso money management
  • Avere un adeguato approccio psicologico

È necessario prepararsi il giorno prima per l’indomani. Sul mercato difficilmente sopravvive chi manca di costanza e disciplina.

Il Team MARKET CUP segue un approccio rigoroso:

  • Ogni weekend viene compiuta un’analisi intermarket dove si studiano i livelli chiave degli indici e si prepara il battleplan per la settimana successiva;
  • Ogni mattina si osservano i mercati, si resettano le posizioni in base ai livelli raggiunti e si verifica la watchlist;
  • Ad ogni seduta di borsa si prende la posizione solo al raggiungimento di determinati livelli o formazione di setup e si gestisce la posizione.

L’unico vero segreto, quando si intende operare sui mercati finanziari, consiste prima di tutto nell’afferrare la differenza tra la programmazione strategica e l’operatività. Senza dimenticare che l’obiettivo è sempre quello di mantenere una neutralità di fondo nell’approccio.

Siamo noi che ci adeguiamo al mercato e non viceversa!!

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