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Panico nei mercati e mondo cripto, rimaniamo lucidi e facciamo il punto della situazione

E’ un classico: ogni correzione, più o meno sostanziosa dei mercati, è occasione per giornalisti, analisti e speculatori per gridare al crollo, tralasciando però (per ignoranza e per dolo) due importanti aspetti (soffermandosi alla superficie):

  • La storia dei prezzi precedenti, che vedono gli indici USA e le cripto all’apice di una poderosa bullrun;
  • La situazione reale del mecato, con probabili punti di approdo, ricostruzione e reazione.

Presupposti economici mercato USA:

  • Inflazione oltre il 7% per i prezzi al consumo e del 9,7% a/a per i prezzi dei prodotti di produzione in base all’ultima rilevazione;
  • Asserita nuova fase di espansione economica alle porte;
  • Annuncio del tapering, con fine del QE previsto per marzo 2022;
  • Annuncio del rialzo dei tassi, con aspettativa già scontata nei prezzi per 3-4 rialzi già nel 2022, a partire da Giugno.
  • Tensioni NATO-Russia.

Presupposti tecnici del mercato USA:

  • Probabile chiusura del ciclo primary iniziato a marzo 2020 (onda A).
  •  Essendo onda 2 del Cycle superiore, probabile sarà struttura come un FLAT o ZIG-ZAG (se semplice).
  • Il secondo anno presidenziale è statisticamente debole per i mercati.
  • Onda 3 del Cycle decennale, se confermato, sarebbe l’onda della nuova espansione economica.
 

Ciò si traduce inevitabilmente in queste dinamiche intermarket:

  • Rafforzamento del dollaro, processo iniziato già da oltre 6 mesi (il mercato anticipa sempre!) con target dell’H&S raggiunto per quanto concerne la coppia Eur/Usd:
  • Crescita repentina dei rendimenti a 2 e 10 anni dei buoni del tesoro USA (e quindi vendita del sottostante per riposizionarsi successivamente). Pensate: con inflazione al 7-8%, senza la FED che acquista, chi mai potrebbe investire in rendimenti dell’uno-virgola?!
  • Correzione degli indici ipertrofici letteralmente “pompati” dai rendimenti a zero dell’obbligazionario e dal denaro facile (di seguito US30 con un “broadening”, US500 su supporto ma sotto le MM e Russel 2000 con addirittura uno schema distributivo di Wyckoff )

Come vedete tutto il mercato si muove in maniera coerente. Rimane ora la domanda: dove sta andando il mercato cripto e il Nasdaq100? Personalmente preferisco le cose concrete alle parole. Questo è il Nasdaq100:

Possiamo desumere, così come dall’analisi intermarket svolta ad ora, che non è possibile affermare che la correzione sia completata (un target normale sarebbe almeno il primo livello tratteggiato in giallo per tuti i grafici indicati ad eccezione del caso di una correzione FLAT), ma comunque si è raggiunta una area supportiva sulla quale rimbalzare (rosa). E’ inoltre chiaro come il nuovo ciclo trimestrale sia stato ancorato al ribasso teoricamente vincolandoci ad una debolezza fino alla seconda metà di febbraio. Ovviamente, anche nei cicli al ribasso, ci sono però i rimbalzi nella prima metà di ciclo.

E le cripto?

Questa è la reale situazione sul Total Market Cap, dove si è completato un wolf pattern ed i prezzi stanno raggiungendo naturalmente la EPA (triangolo viola), dove dovremmo trovare supporto, ad una percentuale che è in linea con quanto studiato fino ad ora sugli indici e, in particolare, per in Nasdaq100 (manca un 7-10% teorico che corrisponde ad un BTC sui 30.000$).

Arriveremo a questi
livelli o possiamo già rimbalzare? Molto dipende da quanto verrà detto domani alle
20.00, in occasione della conferenza del FOMC e decisione del tasso
d’interesse. A livello macro, per le cripto, molto interessante sarà anche il
processo di adozione del BTC oltre a El Salvador, in considerazione che decine
di Stati sottosviluppati hanno il proprio debito pubblico in dollari, e
l’inflazione della moneta locale unito al rafforzamento del dollaro, porterà a
sicuri default.

Sarà il BTC la
soluzione? 

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