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Sii come il surfista!

Quando parliamo di mercati finanziari e di psicologia del trading, mi piace sempre utilizzare due similitudini per comprendere quale sia, a mio parere, la giusta visione e il giusto approccio al mercato.

Per quanto riguarda la visione, mi piace immaginare il mercato come l’acqua che c’è dentro una bacinella. Se teniamo la bacinella per le maniglie e iniziamo a muoverla, il liquido si sposterà prima ad un lato e poi nell’altro, mantenendo di fatto la medesima consistenza totale. Ebbene l’acqua è la liquidità immessa nel mercato dalla generalità degli investitori, che si sposta ciclicamente e secondo un certo ordine, verso una direzione e poi verso un’altra. Tale movimento è per noi percepibile e può essere quantificato tramite l’analisi intermarket, l’analisi ciclica, le onde di Elliot e lo studio della Forza Relativa. Sono processi che hanno generalmente cadenze regolari e che seguono la c.d. “rotazione settoriale” ovvero la “rotazione dei portafogli”.

Tale concetto si lega quindi al secondo aspetto di psicologia del trading ovvero il giusto approccio ad esso. Il trader, in senso ampio, non può essere testardo. Non può permettersi di agire fossilizzandosi su determinate idee o strumenti finanziari in quanto, a suo dire, “devono muoversi secondo una certa direzione”. Il mercato si prenderà tutto, con gli interessi. Il trader maturo semplicemente segue il movimento, si adegua ad esso, si adatta, è umile, crea un trading system e lo utilizza per un determinato strumento finanziario fino a quando questo funziona e porta guadagno, ma alla stessa maniera lo abbandona o lo modifica non appena c’è un cambio del mercato e arrivano le prime perdite e falsi segnali. Generalmente questi processi hanno durata 6/8 mesi, per poi cambiare nuovamente. Un esempio? Il settore green economy USA. Per 7-8 mesi era semplice: bastava un supertrend ben settato, due medie mobili e una trend line, e si poteva acquistare ad ogni ritraccio per andare a gain sicuro. Gli obiettivi di prezzo venivano raggiunti matematicamente. Tale approccio ha funzionato da Maggio a Dicembre/prima metà di Gennaio. Da quel momento il settore ha mutato, c’è stato un cambio di sentiment, e con esso ci siamo dovuti adeguare mutando anche il nostro modo di operare cambiando trading system e variando gli strumenti finanziari sui quali tradare, avendo sempre in mente il movimento degli indici e relativa fase ciclica. Il principio di base è semplice: trova il settore che è in trend, adatta il trading system e acquista (e vendi) solo in direzione del trend fino a quando non arriveranno segnali contrari. Ai primi loss, tagliare e ritarare lo strumento. Perché il capitale, e quindi anche il gain, va sempre protetto.

Il giusto approccio non è quindi quello del nuotatore della domenica, che si tuffa nell’oceano che appare calmo e nuota tranquillo in direzione della corrente, salvo poi continuare imperterrito anche quando il temporale e la bassa marea lo trascinano sempre più al largo, e lo si vede sbracciare, incaponito, e lo si sente gridare, rancoroso: “la colpa è del mare!” “la colpa è del pescatore!” “la colpa è del temporale!” Fino a quando non cede. Sconfitto. Il giusto approccio è quello del surfista, che quando il vento inizia a mutare torna in spiaggia, osserva il cielo e poi le onde, il suo sguardo, a differenza del nuotatore della domenica, è verso l’orizzonte e non verso il basso. Comprende qual é il naturale ciclo dell’oceano, lo vede ritirarsi ed è consapevole che presto ci sarà una nuova occasione ma sarà l’oceano stesso a darla. Lui attende semplicemente l’onda giusta che è già all’orizzonte, prepara la sua tavola, si sistema il salvagente, si accende una sigaretta, beve una birra fresca, e sorride.

Siate il surfista. Sappiate attendere sulla spiaggia con il sorriso e sguardo all’oceano.

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