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BIAS di Ancoraggio, un nostro temibile nemico

Il mercato scende, il trader rimane sulla sua posizione. 

Perché? Perché si rifiuta di cambiare opinione?

Quando avviene questo è una tendenza riconosciuta come “BIAS di ancoraggio“, cioè il trader si focalizza su un’unica informazione per prendere le proprie decisioni: è “ancorato” al proprio credo, anche se palesemente il mercato gli sta andando contro!

Per tranquillizzare i lettori tutti, nessuno escluso, ne siamo stati tutti (o ne saremo!) vittime prima o poi.
La cosa importante è accorgersene per tempo per limitare i danni.

Un esempio quotidiano 

Quando vediamo una promozione imminente (i saldi di fine anno per esempio) dove vi è il percepito comune che i prezzi saranno più bassi grazie a uno sconto notevole, dopo che l’azione martellante del marketing avrà sottolineato il reale prezzo di mercato più alto. Questo è un ancoraggio: un valore percepito che condiziona il nostro operato nel fare un’azione che magari non era necessaria (spendere per un capo di abbigliamento nuovo ma che non serviva).
Alzi la mano chi come me ha in armadio da anni una qualsiasi cosa comprata con i saldi e indossata solo poche volte!! 

In buona sostanza, si formulano giudizi, ma senza avere un quadro completo di informazioni, tanto che spesso ci si affida all’istinto invece che alla logica razionale. Es: “vado in quel negozio perché c’è uno sconto importante in questo periodo…” e cosa vuol dire? Nulla!
Pur se le informazioni sono insufficienti per l’acquisto della nuova camicia, la si acquista lo stesso perché condizionati da questo BIAS!

Trasponiamo nel trading questo fattore di condizionamento

I trader sono influenzati dalle proprie opinioni maturate nel passato, soprattutto quando queste si sono rivelate profittevoli in termini economici. Pensiamo ad uno strumento finanziario che ci ha dato notevoli soddisfazioni perché ha generato tantissimo guadagno; ecco, questo strumento finanziario, che sia un’azione, una cripto o un indice, sarà sempre nei nostri cuori e lo considereremo “sacro” e mai in difetto, sarà il nostro BIAS di ancoraggio.

Ci si aggrappa quindi a questi condizionamenti per eseguire le proprie entrate, volutamente inconsapevoli di tutto il mondo che ci circonda e che sta cambiando, ma consapevoli (erroneamente) di un’unica cosa: in passato quell’azione di borsa ha fatto bene, ed ancora lo farà, è infallibile, è assolutamente certo che darà le medesime soddisfazioni.

I trader che da poco si approcciano al mercato cascano spesso in questi condizionamenti, pagandone le conseguenze in maniera pesante senza percepirne il pericolo in tempo. Ci si trova pesantemente in loss e solo dopo molto tempo si elabora il perché dell’accaduto.

Il tempo di elaborazione di questa debacle sarà ancor più lungo se si è dei battitori liberi, ancor peggio se si frequentano ambienti finanziari dove l’esperienza sul campo è poca o scarsa. Vi sono forum finanziari popolati da moltissime persone dove la maggior parte di questi partecipa con commenti d’effetto, pieni di news più o meno sensate, cariche di patos positivo o negativo, ma senza alcuna valenza tecnica sull’accaduto. In pratica ci si trovano in un mare di persone che hanno tutti la stessa convinzione, e cioè che il problema è il mercato e non la loro scelta di ancoraggio.

E’ fondamentale quindi fare un reset delle proprie convinzioni e utilizzare i propri credo pregressi (frutto di esperienze reali e quindi oggettivamente validi) con spirito critico, sempre, tenendosi però al passo sui nuovi eventi e raccogliendo continuamente nuove informazioni aumentando in questo modo il proprio bagaglio di conoscenza da riversare sullo strumento finanziario sul quale si vuole investire. Se consideriamo che il titolo è buono, ma gli indici stornano e la politica monetaria non aiuta lo sviluppo della causa, dobbiamo ponderare al meglio le nostre decisioni. Il titolo è buono? Si, e lo rimane, ma non per questo è opportuno puntare su di esso in questo preciso momento temporale. Non lasciamoci prendere ne dal caso, né dall’istinto, né ovviamente dall’àncora che finalmente abbiamo identificato.

La peggiore situazione di BIAS di ancoraggio è incaponirsi su una posizione quando la tendenza del mercato è palesemente invertita.Tengo a tutti i costi perché l’azienda è buona, è impossibile che scenda così tanto!
Quante volte lo abbiamo sentito, e quante volte ce lo siamo detti? Non si contano…. 

Perché è così difficile accettare una perdita?

Semplicemente perché non ci piace perdere denaro e non sappiamo perdere, ma è indubbio che se si vuole “vincere”, un bravo trader debba anche saper “perdere” ma con la testa, e questo passa sempre dall’analisi di tutte le informazioni possibili reperibili sul campo e da alcuni accorgimenti di strategia operativa.

Un modo per escludere dal trading questo bias psicologico è adottare una strategia di stop loss. Uno stop loss serve a chiudere automaticamente una posizione in perdita che altrimenti sarebbe rimasta aperta. In automatico si è chiusa la posizione facendo uscire dal nostro portafoglio il nostro titolo del cuore? Pazienza, lo ricomprerò più avanti se ne varrà la pena, altrimenti addio. Semplice no?

Cambiare questa visione sulla perdita, permette di contrastare qualsiasi tipo di BIAS compreso quello di ancoraggio. Se un BIAS di ancoraggio impedisce di accettare una perdita, si può andare incontro all’erosione sistematica anche di posizioni tenute in positivo per lungo tempo, fino all’azzeramento dei guadagni ed addirittura ad intaccarne il capitale iniziale.

I trader possono contrastare il BIAS di Ancoraggio facendo un lavoro interiore molto importante che possiamo sintetizzare in questi pochi punti:

  • Raccogliere più informazioni possibili sul titoli reperibili su fonti
    ufficiali
  • Verificare i fondamentali dell’azienda (se si parla di uno stock)
  • Verificare l’andamento dell’indice di riferimento e di quelli principali e confrontarli con l’andamento del titolo individuato
  • Richiedere pareri a persone autorevoli, soprattutto se la pensano al contrario vostro, e farsi spiegare le ragioni dell’opposta visione
  • Essere refrattari sulle scelte da fare eliminando le emozioni soprattutto affettive nei confronti di un titolo (non vi conosce neppure, statene certi)
  • Essere flessibili ed obiettivi, sia che si è investiti, sia se ancora non lo si è
ESEMPIO PRATICO

Un piccolo esercizio che può aiutare a non cadere in questa trappola del BIAS di Ancoraggio, è quello di segnare su un foglio di carta tutte le informazioni raccolte.

Dividete il foglio in due parti con una bella riga verticale e create due colonne. Nella parte sinistra inserite tutti gli aspetti positivi che garantiscono in questo preciso momento temporale una buona entrata in posizione (o mantenerla se si è già investiti) e nella parte a destra gli aspetti negativi nell’entrare a mercato (o di rimanervi se già investiti). Inserite per entrambe le colonne più informazioni possibili…  

Vi stupirete di quante ne potrete reperire. Non vi resterà che guardare dove si sposta il peso di un’ipotetica bilancia per poter scegliere con razionalità e non con emotività l’azione da compiere.

Per finire, fatevi una semplice domanda: qual è il mio “Titolo Ancora”? 

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