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Le criptovalute nel mirino dell’OAM

Ultime -buone- nuove dal fronte criptovalute e antiriciclaggio.

Dopo quasi 3 anni di attesa, è del 17 febbraio 2022, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che segna la nascita della sezione Speciale del Registro dei Cambiavalute tenuto dall’OAM (Organismo per la gestione degli Elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi). Alla sezione dovranno iscriversi, a far data dal 18 maggio, i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale e di servizi di portafoglio digitale che operano in Italia.

Il medesimo decreto, disciplina altresì lo schedario cliente, una sorta di anagrafe degli investitori in criptovalute.

Nel giro di qualche mese, dunque, la comunicazione di attività e l’iscrizione al registro separato dell’OAM saranno condizioni essenziali e obbligatorie per svolgere l’attività di Exchange.

Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che dà attuazione alle regole da seguire per operare con le criptovalute in Italia, si pone a completamento del recepimento della cosiddetta V Direttiva antiriciclaggio.

Nel dettaglio, per quanto riguarda la sezione speciale del Registro dell’OAM:

  • chi già è operativo nel settore, dovrà iscriversi entro 60 giorni dal 18 maggio 2022 (in caso di mancato rispetto del summenzionato termine, o di diniego all’iscrizione da parte dell’Organismo, l’eventuale esercizio dell’attività sarà considerato abusivo);
  • coloro che iniziano l’attività dopo il 18 maggio 2022, dovranno comunicare l’intenzione di operare in Italia, adeguandosi ai requisiti normativi, e attendere la pronuncia dell’Organismo per poter operare legalmente in Italia.

Inoltre, circa la cosiddetta “Anagrafe delle criptovalute”, il decreto stabilisce che i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di criptovalute e i prestatori di servizi di portafoglio digitale dovranno trasmettere (telematicamente) all’OAM i dati relativi alle operazioni effettuate sul territorio della Repubblica italiana. In particolare saranno inviati:

  • i dati identificativi del cliente (investitore in criptovalute);
  • i dati sintetici relativi all’operatività complessiva di ciascun prestatore di servizi.

L’invio dovrà compiersi con cadenza trimestrale, entro il giorno 15 del mese successivo al trimestre di riferimento, secondo le modalità tecniche che saranno stabilite dall’OAM stesso.

Tali iniziative danno attuazione ai precetti contenuti nei decreti legislativi 90 del 2017 e 125 del 2019, per effetto dei quali gli adempimenti antiriciclaggio sono stati estesi anche ai prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale e ai prestatori di servizi di portafoglio digitale.

Per l’Italia è il segno di un nuovo – importante- passo nel cammino della lotta ai fenomeni che ledono la trasparenza nei rapporti economici, attraverso meccanismi illeciti di trasferimento di denaro e di truffe ai danni dei consumatori.

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