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Green economy, facciamo il punto in maniera razionale

E’ indubbio che la green economy stia passando un periodo correttivo prolungato a seguito della “bullrun” del 2020, che inevitabilmente va ad incidere sulla psicologia dei piccoli investitori, che negli ultimi mesi sono stati messi a dura prova. Appare inoltre interessante osservare la ciclicità del mercato, sospinto dalle notizie degli analisti economici, che, hanno cambiato totalmente approccio nella dicotomia old economy (petrolio e derivati) e new economy (energia rinnovabile) nel giro di soli 18 mesi.

Ricorderemo tutti come, nel 2020, tutto ciò che aveva a che fare con il petrolio veniva considerato “spazzatura” (inquinante, obsoleto, non etico) a favore del green, mentre oggi il “linguaggio meanstreem” si è letteralmente ribaltato, facendo perno sulle difficolta di produrre utili per le aziende di energia sostenibile  e indotto (anche a causa della vetustà della rete, l’inquinamento procurato dalle batterie, la necessità di maggiore potenza e stoccaggio, etc..), con aziende old economy che invece vengono esaltate per i loro enormi ricavi (con petrolio in forte ascesa di prezzo) le quali potrebbero sfruttare la cassa per riconvertire rapidamente.

Il rumore di fondo, dopo tutto, fa bene il suo lavoro: disorienta il piccolo investitore che non ha riferimenti oggettivi.

Studiamo quindi a titolo di esempio un ETF green, il quale investe in molti titoli che seguiamo tra cui la stessa NIO: QCLN. Ricordiamo infatti che non tutti gli ETF investono sugli stessi prodotti: è di indubbia importanza verificare le percentuali di composizione dei singoli titoli nei vari ETF (dal quale studio, ad esempio, appare palese il motivo per il quale determinati titoli, come Tesla, siano più resilienti rispetto ad altri).

Dal grafico si evidenzia la poderosa bullrun iniziata a marzo 2020, e il lungo laterale, con rimbalzo nel mese di Maggio e, successivamente di Novembre con break di un Head&Schoulder rialzista, il quale appare come una B proregressiva. Ma a prescindere dallo studio di Elliot, è possibile notare come questa correzione intermedia, si muova in un canale definito, con i prezzi che hanno raggiunto un forte supporto proprio la le scorse settimane con test del lato inferiore del canale medesimo. La proiezione di una eventuale onda C ci porta proprio si questi livelli, con massima estensione a quota 61,8% di ritraccio di Fibonacci dell’intero precedente rialzo.

Tale visione oggettiva ci consente di poter affermare due cose:

  • Siamo ancora in un trend intermedio correttivo;
  • All’interno di questo trend intermedio, abbiamo verosimilmente raggiunto un bottom dove è possibile ricostruire per tentare un rimbalzo verso il lato superiore del canale stesso.

Ovviamente tale probabile reazione, già in corso e che oggi osserviamo studiando i prezzi dell’ETF, ha un diretto impatto sui singoli titoli che lo compongono e, in linea generale, sul settore green.

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