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1999: “Internet non si espanderà mai, é una bolla” …E LE CRYPTO?

La storia di Internet è nota a molti, con origini che risalgono agli studi dell’esercito Statunitense negli anni 50 per poi divulgarsi con massa critica grazie al lancio del World Wide Web da parte del Cern, meglio noto ai più con l’acronimo di  “WWW” che ha permesso di collegare il mondo con un click in pochi secondi.

Il “WWW”, come tutte le grandi innovazioni, ha dovuto far fronte a molti detrattori e persino a  incidenti di percorso di grande gravità come la bolla speculativa delle dot-com alla fine degli anni novanta. Questo evento ha di fatto spazzato via molte giovani aziende che erano entrate in quel mercato ma che non avevano un approccio organizzato e concorrenziale in termini di progetto.

L’esempio virtuoso di cosa è stato internet e come lo è ora, è identificabile nel percorso aziendale di Amazon e del suo sempre sorridente fondatore. Chissà perché sorride sempre…? Un’idea noi l’abbiamo!

Dato per assodato che gli utenti globali di internet sono ormai consolidati, stabili e in crescita costante da decenni, è interessante vedere come il tasso di crescita di questi ultimi sia del tutto simile a chi sta entrando nel mondo delle criptovalute, pur se queste sono nate molto dopo.

Ci troviamo di fronte ad un binomio disruptive che ci deve far riflettere senza preconcetti o pregiudizi, analizzando i dati in maniera oggettiva.

Dai suoi esordi nel 1992 fino al 2006, quindi dopo 14 anni di “esistenza”, internet aveva raccolto la bellezza di 1 Bilione di utenti in tutto il mondo. La crescita costante è indubbia e oggettiva, nessuno mette più in discussione che si tratti di un servizio ormai entrato nel nostro comune ed abituale uso quotidiano, modificando la vita e il lavoro a livello mondiale.

E le criptovalute? Sono una bolla? Sono il male oscuro che distruggerà l’economia mondiale?

Non possiamo dare giudizi in merito, ma ci atteniamo a leggere i numeri di utenti che utilizzano criptovalute a livello mondiale, relazionata alla loro crescita in termini temporali. Sintetizzando: quanti sono i crypto-utilizzatori e in quanto tempo si sono costituiti questi “follower” delle monete digitali.

Il parallelismo è impressionante, ma con ovvio aumento della velocità di futura inclusione da parte degli utenti che utilizzano criptovalute proprio grazie al web.

Il previsionale di questo grafico vede il raggiungimento, entro il 2024, di 1 bilione di utilizzatori di criptovalute, pareggiando il numero di utenti di internet del 2006 in un arco temporale del tutto simile.

Considerando che il BITCOIN è stato introdotto da Satoshi Nakamoto nel lontano 2008 e ha fatto la sua comparsa nel mondo finanziario il 5 ottobre 2009 (per la cronaca con 1 dollaro si compravano 1.309,03 BTC), vediamo che la diffusione è addirittura più rapida e corposa, con buona pace per ogni detrattore della moneta digitale.

Non soffermiamoci però solo sul numero di utenti, pur se importante, ma su cosa può sviluppare questo nuovo approccio sociale. Le società legate ad internet hanno prodotto posti di lavoro, ricchezza, opportunità imprenditoriali e un continuo sviluppo tecnologico.

Possiamo pertanto considerare che anche le criptovalute porteranno lo stesso vantaggio? Questo è ormai certo e consapevolmente seguiamo con attenzione anche le società che con le crypto lavorano a stretto contatto. Basti pensare ad esempio alle società di Mining che prima erano il nulla e ora rappresentano una potenza industriale in continua crescita.

Nel mondo del trading le criptovalute sono ormai entrate nei portafogli degli investitori, soprattutto nel target dei giovani, ma sappiamo essere presenti, anche in percentuali molto importanti, nei più importanti fondi mondiali, compresi i fondi pensionistici, che hanno compreso l’importanza dell’investimento.

Non ci resta che seguire l’onda del progresso e surfarla consapevolmente, magari attrezzandoci quanto prima con un crypto-wallet, non si sa mai…

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