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Trading, a ciascuno il suo metodo

Il trading non è un’attività alla portata di tutti. Posto che le operazioni nei mercati finanziari non sono più ad appannaggio dei soli professionisti, è un dato di fatto che per investire con profitto nel lungo periodo occorre seguire un adeguato percorso di formazione sull’Analisi Tecnica, da affinare attraverso la pratica.

Benintesi, non esiste il Santo Graal del trading, ma ognuno deve trovare il suo metodo.  

Il metodo, infatti, deve essere calibrato e creato sulla propria personalità e in base all’esperienza maturata sul campo (almeno un ciclo completo di borsa, che equivale a 5 anni) e al tempo che si ha a disposizione.

Il primo passo per costruire un buon metodo personale di trading è comprendere, dunque, quale sia il periodo temporale congeniale alle proprie esigenze, sia in termini di predisposizione psicologica, sia in termini, appunto, di tempo che vi si intende dedicare.

Il fattore tempo è determinante.

Si consideri che:

  • ad un aumento del periodo temporale nel quale si è investiti sul mercato, corrisponde una maggiore quantità di rischio che si è disposti ad assumere. Infatti, non ci sono garanzie sul fatto che un buon investimento alle attuali condizioni non subisca, nel futuro, imprevedibili conseguenze (la pandemia ne è un esempio);
  • minore è il tempo disponibile da dedicare al trading, maggiore dovrà essere il periodo temporale di investimento;
  • maggiore è la predisposizione caratteriale all’ansia, maggiore dovrà essere il periodo temporale di investimento;
  • maggiore sarà la volatilità dello strumento finanziario, minore sarà il periodo temporale di trading.

Proprio in base al timing ritenuto più adeguato, si potranno compiere quattro diversi tipi di trading:

Lo scalping: ciò che conta sono i movimenti brevi. Si osservano i TF intraday quali quelli a 1’, 5’. L’effetto volatilità dato dalle notizie (ad esempio BCE e FED) influenza decisamente questo tipo di trading. Si utilizza la leva finanziaria per piccoli scostamenti. Stop loss e take profit sempre impostati, elevata frequenza di trading. Ordini con limite di prezzo. Utilizzo di trading system automatizzati. Non interessa la direzione del mercato.

Il day trading: si segue il ciclo giornaliero. Si osservano i TF a 5’, 15’,30’. Sicuramente le notizie influenzano in maniera preponderante questo tipo di trading. Spesso utilizzato dagli investitori in futures, onde evitare una eccessiva percentuale a margine. Stop loss e take profit sempre impostati. Elevata frequenza di trading e ordini con limite di prezzo. È direzionale, ad esempio si entra nella direzione del breakout della prima candela TF30’.

Lo swing trading: si segue il respiro settimanale, bisettimanale e mensile del mercato. I TF di intresse sono il 1h,4h, daily, weekly. La volatilità intraday delle notizie non incide particolarmente su questo tipo di trading. Spesso viene utilizzato da investitori su materie prime, opzioni e azioni. Per il future sono da considerare i contratti mini-future. Moderata frequenza del trading. A volte viene utilizzato il trailing stop. Si vende e si compra su determinati obiettivi di prezzo. Ordini a mercato.

Ed infine, il position trading: si segue il respiro trimestrale, semestrale e annuale del mercato. Ciò che interessa è un buon punto di ingresso dove poi tenere la posizione in osservanza della teoria di Dow, per la quale un trend (primario) proseguirà fino a prova contraria. Ciò che interessa sono i TF daily, weekly e monthly. Generalmente non si utilizza la leva finanziaria. Gli strumenti operativi sono azionario e obbligazionario. Lo stop loss interessa solo nel momento dell’acquisto in caso di entrata sbagliata. Ordini a mercato.

In conclusione, per trarre profitti dai mercati finanziari ci vuole un metodo, fosse altro per eliminare, o quanto meno ridurre al minimo, l’aspetto emozionale, che troppo spesso annebbia la mente dei trader. Anche di quelli più preparati. 

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