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Metaverso: i rischi per la privacy

Dopo un virus che arriva dalla Cina e una guerra che arriva dalla Russia cresce il desiderio di evasione da questo pianeta. Il Metaverso, ossia l’universo digitale in cui il reale e il virtuale si fondono insieme, potrebbe rappresentare una “via di fuga” dalla realtà.

In attesa di una vera e propria governance del digitale ci si interroga sugli inevitabili rischi derivanti dal trattamento dei dati personali e sui possibili scenari legati alla manipolazione dei comportamenti.

Tra le tante argomentazioni che andrebbero affrontate tramite una regolamentazione, in primis dovrebbe esserci quella relativa alla circolazione dei dati personali.

Occorre innanzitutto considerare che con il Metaverso si determinerà ancora più interconnessione tra utenti e aziende. Questo genererà inevitabilmente un flusso di dati personali di enorme portata, che non riguarderà solamente ciò che sono gli utenti, ma anche quello che vorrebbero essere, quello che desiderano e quello che sognano.

Pertanto questo volume di dati e metadati, potenzialmente infinito, interesserà movimenti, emozioni, stati psicologici, reazioni e dati biometrici. Basti pensare alle sembianze dell’avatar, che sarà il più simile possibile alle nostre espressioni e lineamenti.

Il rischio, da non sottovalutare, è che l’utilizzo di intelligenza artificiale potrebbe manipolare le nostre interazioni sociali, grazie al continuo monitoraggio delle abitudini di consumo, delle opinioni e dei gusti personali di ognuno degli utenti.

Una domanda sorge spontanea: gli utenti, allo stato attuale, hanno la consapevolezza necessaria per quanto riguarda la protezione dei propri dati personali? E inoltre, le aziende sono state sensibilizzate a dovere sul tema?

Ad ogni modo, per ora si applica unicamente la normativa del GDPR, ma è evidente – vista la rapidità con cui il metaverso sta evolvendo – che occorreranno regole su misura, linee guida a uso delle aziende e a tutela dei fruitori.

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