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La nozione di informazione “privilegiata” nel reato di Insider Trading

Correvano gli anni ‘80 e New York, immorale e intrisa di yuppies, era il posto in cui volevano essere gli accecati dal sogno di Wall Street. L’immagine di Gordon Gekko, la canaglia più affascinante di Wall Street, protagonista del film-cult di Oliver Stone, è il simbolo dell’insider più spregiudicato oltreché la pietra miliare della dottrina secondo cui l’unico dogma intoccabile è il profitto a qualsiasi costo. “Informazioni! Non importa come e dove le ottieni. Ottienile! Tu mi devi stupire!”, diceva Gekko.  

Oggi, l’aria che tira in questi mondi non è cambiata molto. Infatti, non è un caso che alcuni dirigenti d’azienda sembrino comprare e vendere sempre al momento giusto. Dopotutto, amministratori delegati e i CFO hanno accesso a tutte le informazioni aziendali che si possano desiderare.

L’Insider Trading è un reato punito dagli articoli 184 e 187-bis del T.U.F. (per approfondimenti sulla condotta delle fattispecie criminose vedi articolo https://marketcup.it/2022/04/insider-trading/) e consiste nell’effettuare operazioni su strumenti finanziari sulla base di informazioni chiave, capaci di poter influire in modo sensibile sul mercato, prima che le stesse divengano di pubblico dominio.

In questa sede, analizzeremo la nozione di “informazione privilegiata”, attorno alla quale ruotano tutte le condotte punibili in materia e che funge da presupposto per la consumazione del reato di Insider Trading. 

L’articolo 7, paragrafi da 1 a 4, del Regolamento UE n. 596 del 2014, indica la definizione introdotta dal c. d. MAR (Market Abuse Regulation).

L’informazione privilegiata:

  • deve essere precisa, non rientrano in tale definizione quelle notizie vaghe o non suffragate da dati oggettivi.
  • deve avere una natura non pubblica.
  • deve essere in relazionedirettamente o indirettamentecon uno o più emittenti strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, tale che, qualora venga divulgata, sia idonea ad incidere sensibilmente sui prezzi degli stessi strumenti finanziari interessati o connessi.

Infatti, come dettato dal considerando n. 14 del Regolamento UE n. 596/2014, è necessario che sia valutato “l’impatto previsto dell’informazione, alla luce dell’attività complessiva dell’emittente in questione, l’attendibilità della fonte di informazione, nonché ogni altra variabile di mercato che possa influire sugli strumenti finanziari”.

Seguirà, la prossima settimana, l’ultimo approfondimento dedicato alle tematiche della valutazione ex ante e dell’alterità del trader.

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