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NFT, la spinta verso alternative eco-friendly

Mentre la guerra in Ucraina ha aggravato la crisi energetica in Europa, rendendo ancora più urgenti gli investimenti nelle energie pulite, si continua a discutere sull’impatto ecologico delle criptovalute e per estensione della criptoarte. Gli NFT (Non-Fungible Token) e più in generale tutto l’universo della blockchain, sembrano fare a pugni con l’ecologia. Pur rappresentando un’avanguardia nel settore dell’arte digitale, è difficile capire se si tratti di salvatori finanziari o disastri ecologici. Parliamo certamente di un mercato – quello della blockchain – più energivoro dell’economia tradizionale, ma è anche vero che nessuna tecnologia nasce perfetta ed è importante informarsi e approcciarsi sia con curiosità che con sguardo critico.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, non c’è chiarezza sulla spesa energetica delle piattaforme né sulle loro fonti di approvvigionamento. In più la carenza di studi in proposito e la natura diffusa del sistema impedisce una quantificazione precisa, rendendo così il mercato in questione molto opaco per i paladini dell’ambiente e non solo.

C’è di buono che spuntano soluzioni alternative, capaci di coniugare NFT e sostenibilità.

L’Italia, in un certo senso, è in testa. A partire dall’iniziativa di un professore italiano presso la UCL (University College of London) School of Management di Londra, Paolo Taticchi, che ha lanciato il “Manifesto di sostenibilità NFT” per incoraggiare l’uso responsabile degli NFT e sensibilizzare sulle opportunità e sui rischi ambientali per le aziende che vogliono cavalcare la nuova onda delle opere digitali. Il manifesto, nello specifico, espone alcune delle migliori pratiche per le aziende che pensano di utilizzare questa tecnologia.

 

Recentemente è nata anche “Aesthetes”, la start-up italiana che opera per creare una connessione tra l’arte che esiste nel mondo reale e materiale e la blockchain, elaborando i primi NFT basati su opere fisiche. “Aesthetes”, al contrario delle altre start-up operanti nello stesso settore, ha il vantaggio di utilizzare, al posto della blockchain Ethereum, l’XRP Ledger che consente di avere spese di “mintaggio” minime e dunque un ridotto impatto ambientale.

A ben vedere, dunque, non mancano spinte verso modelli più sostenibili, capaci di sviluppare il mercato della Crypto Art e allo stesso tempo in grado di rispettare il Pianeta.

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